Risposta alla lettera del Legnaioli - Censurata dal Tirreno


Risposta alla lettera presentata dall'ex assessore
Fabio Legnaioli al Tirreno. L'articolo è stato censurato dal giornale
dimostrando per l'ennesima volta come la Democrazia stia solo nelle parole e non
nel loro significato.
Comunicato stampa
In
merito alle vicende che hanno determinato la nostra uscita dalla maggioranza del
comune di San Giuliano Terme e alle dichiarazioni che da più parti sono uscite
sulla stampa, compresa quella dell'ex assessore Legnaioli, ci sembra doveroso
fare alcune puntualizzazioni.
Il PD e il sindaco in particolare ci accusano di
una scelta incomprensibile, dettata non da questioni di programma di
legislatura, bensì dalla "banale" presentazione di un libro. L'errore di fondo
sta proprio qui: si tratta, da parte loro, di un vero e proprio mancato rispetto
del programma, o meglio del punto più importante , quello - seppur non scritto
- della pregiudiziale antifascista sulla quale si basa tutto il nostro agire
politico e che si ispira alle tradizioni della nostra amministrazione comunale
da sempre attenta a tenere viva la memoria della lotta partigiana e a
contrastare il revisionismo storico. Il programma del sindaco è stato da lui
stesso disatteso proprio per questo e le responsabilità sono tutte del PD
sangiulianese che ha obbedito ciecamente agli ordini di Veltroni, determinando
così le scellerate posizioni del sindaco e del presidente del consiglio.
Di questo e di niente altro si tratta.
Per quanto riguarda l'abbandono di Legnaioli dal
partito, riteniamo la sua scelta legittima, non certo condivisibile e tanto meno
rispettabile per le motivazioni da lui dichiarate alla stampa. In questi quattro
anni di amministrazione, infatti, abbiamo sempre registrato da parte sua un
comportamento più volte criticato dal Direttivo della Sezione, soprattutto per
la sua quasi totale mancanza di rapportarsi con il partito proprio sulle
questioni amministrative, in particolar modo quelle più importanti come la
creazione della Geste e la situazione del precariato nell'ente sangiulianese.
Tuttavia, nonostante ciò, non era mai emersa la sua possibile uscita dal
partito, né il partito ha mai fatto alcun cenno di possibili atti vessatori nei
suoi confronti.
Dire poi che il PdCI di San Giuliano si è trovato
in posizioni subalterne rispetto a Rifondazione, ci sembra quantomeno falso e
scorretto. Con Rifondazione i Comunisti Italiani, negli ultimi anni, hanno
portato avanti azioni comuni e tenuto posizioni unitarie su tutta una serie di
questioni, prima fra tutte la creazione della Geste e il mantenimento dei
servizi pubblici, senza perdere di vista l'occupazione e la stabilizzazione dei
precari. Su questa strada cercheremo di proseguire anche in futuro, seppur
dall'opposizione.
Buona fortuna caro Legnaioli. Non si è trattato
"di una buca o di una lampadina", come affermi. I compagni del PdCI non ti hanno
tolto la poltrona sulla quale eri seduto, come si legge dalle tue dichiarazioni.
La scelta che in questa circostanza abbiamo compiuto la riteniamo tuttora giusta
e doverosa, e pensavamo fosse anche da te pienamente condivisa: sul tema della
Resistenza nessun dialogo con i fascisti e con chi, in nome di un ipocrita
democraticismo, assume posizioni di esecrabile revisionismo storico.
Il
Direttivo PdCI della Sezione "L: Diomelli" di San Giuliano Terme.
Documento rilasciato dal Comitato Politico
della Federazione di Pisa
Il Comitato Politico della
Federazione di Pisa del Partito dei Comunisti Italiani ritiene giusta e
condivisibile la scelta compiuta dai compagni della Sezione “L. Diomelli” di San
Giuliano Terme di abbandonare la maggioranza in Consiglio Comunale e il
conseguente ritiro del proprio assessore. A loro va tutto il nostro
incondizionato sostegno.
La decisione non è stata
dettata, come vorrebbero far credere il Partito Democratico e il Sindaco, da una
“banale” presentazione di un libro, ma dal mancato rispetto, proprio da parte
del sindaco, del punto più importante del suo programma di legislatura, quello –
seppur non scritto – della pregiudiziale antifascista sulla quale si basa tutto
il nostro agire politico, che si ispira alle tradizioni del nostro territorio e
della nostra gente, oltre che a tutte le amministrazioni comunali precedenti, da
sempre attente a tenere viva la memoria della lotta partigiana e a contrastare
il revisionismo storico.
Nessuna responsabilità,
dunque, da parte dei nostri compagni, ma tutte del Pd sangiulianese che ha
obbedito ciecamente agli ordini di Veltroni, determinando così le scellerate
posizioni del sindaco e del presidente del Consiglio.
Per quanto riguarda
l’abbandono dell’ex assessore Legnaioli dal partito, il Comitato Federale di
Pisa ritiene la sua scelta legittima, ma non certo condivisibile e tanto meno
rispettabile per le motivazioni da lui dichiarate alla stampa. Non si è trattato
“di una buca o di una lampadina”, come lui afferma. Nessuno gli ha tolto la
poltrona sulla quale era seduto. La scelta compiuta dal partito è stata giusta e
doverosa e, pensavamo che fosse anche da lui condivisa: sul tema della
Resistenza nessun dialogo con i fascisti e con chi, in nome di un ipocrita
democraticismo, assume posizioni esecrabili di revisionismo storico. Se
Legnaioli non era d’accordo con questo, è bene che se ne sia andato per la sua
strada: da parte nostra nessun rimpianto.