HOME

NEWS 

ARCHIVIO

MULTIMEDIA

STORIA

CONTATTACI

INFORMAZIONI

LINKS

  

 

 VICENZA: DILIBERTO, GOVERNO TENGA CONTO DEL POPOLO DELLA PACE

 


 
(ASCA) - 17/02/07 - 'E' stato creato ad arte un allarmismo intorno a questa manifestazione francamente assurdo, invece ci è venuto incontro perfino il cielo in questa meravigliosa giornata'. Oliviero Diliberto si aggiunge ai manifestanti in attesa di confluire nel corteo principale contro l'allargamento della base Usa visibilmente soddisfatto.
'C'è tanta gente - sorride il segretario dei Comunisti italiani - ho visto bandiere di partiti di tutta l'Unione, anche tante della Margherita, credo che il governo debba tenere conto che esiste un grande popolo della pace che è tra l'altro gran parte del suo elettorato'.
Non temete però di venire contestati qui perché appoggiate il governo Prodi? 'Se io condividessi tutto quello che fa Prodi o tutti i ministri saremmo nello stesso partito - risponde Diliberto - invece siamo in una coalizione, io condivido complessivamente e positivamente l'azione del governo in politica estera, resta un margine di dissenso e non c'è niente di strano, nessun governo è mai caduto per una base americana'.

(ANSA) - 17/02/07 - Pacifisti americani in corteo applauditi dai no global, il vecchio e vagamente minaccioso ''Yankee Go Home'' trasformato dal dialetto veneto in un innocuo e scherzoso ''Yankee Go in mona'': i cittadini Usa che hanno partecipato alla protesta no base non hanno trovato nulla di 'antiamericano' nella manifestazione di Vicenza.
Non hanno seguito il consiglio dell'ambasciata Usa di stare lontani da Vicenza per evitare guai e il lungo e caloroso applauso che il corteo ha tributato al loro ''presidio di cittadini americani contro la guerra'' lo ritengono il segno piu' evidente che avevano ragione a non temere violenze o intemperanze. Il presidio, formato da una ventina di americani, ha esposto cartelli contro la guerra che hanno riscosso l'approvazione dei manifestanti (''Questo dimostra che la battaglia e' globale'', e' stato detto al microfono) e dell'intero spezzone composto dai centri sociali, che ha urlato ripetutamente: ''Stop global war''. <B>Vicenza, "Ora facciamo il referendum"<br>Dalla sinistra radicale appello a Prodi</B>
''Sono venuto a tante manifestazioni da Roma a Camp Darby e non ho mai visto violenza. Questa e' una manifestazione contro la violenza e contro questa guerra'', spiega Jim Kauffman, vice direttore della sede fiorentina della Syracuse University, arrivato dalla Toscana insieme a una ventina di compatrioti che lungo il corteo hanno anche distribuito una lettera aperta all'ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli per sottolineare che la manifestazione del 17 febbraio ''non e' antistatunitense, ma contro la richiesta da parte del governo Usa di costruire una nuova mega base''' firmata anche dai cittadini Usa per la pace e la giustizia di Roma.
Loro sono arrivati tutti insieme, a differenza di Zane Mackin, pacifista newyorkese di 34 anni da tre mesi in Italia per studiare Dante Alighieri, che si e' unito a un gruppo di amici no global bolognesi: ''Cosa faccio se qualcuno brucia una bandiera americana? Scatto foto: sono qui a manifestare contro la base del mio Paese, ma resto sempre un turista americano'', scherza Mackin. Non ci vede alcuna contraddizione nell'essere un cittadino statunitense che scende in piazza a protestare contro una base Usa: ''Ci hanno detto di stare lontani da Vicenza solo perche' il governo americano non vuole fare brutta figura. Amo il mio paese, ma il governo fa molte cose sbagliate.
Dobbiamo resistere al militarismo e all'allargamento delle forze armate dovunque, in Italia come in Germania - spiega - Il governo Bush usa il terrore e la paura per manipolare la gente''. La stessa cosa che secondo lui e' successa in questi giorni anche in Italia: ''Tutti parlano del pericolo Brigate Rosse e Black Bloc, ma sono solo parole, non ci sono fatti. I media creano le situazioni con le parole''. E azzarda un paragone: ''Con gli arresti dei brigatisti a pochi giorni dalla protesta antibase si e' creato un legame con la manifestazione di Vicenza, cosi' come il governo americano dopo l'11 settembre ha creato un legame con Saddam Hussein, che con le Torri Gemelle non c'entrava nulla''.
A Bologna Mackin sta preparando la tesi di dottorato sul Sommo poeta ed e' convinto che se ''Dante fosse vivo sarebbe in piazza perche' era un pacifista''. Non poteva immaginarlo, ma in corteo ci ha trovato anche Dante: ad impersonarlo una donna vestita come il poeta con tanto di corona d'alloro in testa e al al collo un manifesto con scritto: ''amor c'ha nulla N.a.t.o. amar perdona''.

(La Stampa) - 17/02/07 - La grande e pacifica partecipazione alla manifestazione di sabato a Vicenza contro l’ampliamento della base militare Usa continua, a due giorni di distanza, a tenere banco nel dibattito politico. Il successo dell’iniziativa spinge l’ala radicale della maggioranza a chiedere con ancor più determinazione che il governo riveda la sua decisione. Ma già sabato, a manifestazione terminata, il premier Romano Prodi in una nota ha ribadito che la linea non si cambia. E oggi, in un’intervista, il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi attacca: dopo Vicenza è evidente che c’è «una sinistra antiamericana come gli integralisti islamici» che tiene «il governo sotto scacco». Per l’ex presidente del Consiglio non c’è alcun dubbio: quella di sabato «è stata una manifestazione contro gli Stati Uniti» e non contro l’ampliamento della base militare.

(Il Tempo) - 16/02/07 - «Giudico questo governo il migliore possibile negli attuali rapporti di forza, quindi lo difendiamo strenuamente, i pericoli per l'esecutivo vengono dai settori centristi della maggioranza non dalla sinistra. Quella di Vicenza è una manifestazione di stimolo non certo contro palazzo Chigi». Lo afferma il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. «Sarà una manifestazione - prosegue - molto grande e pacifica: ci saranno i padri comboniani, c'è la Cgil e ci sono tanti esponenti della sinistra radicale. Una manifestazione di popolo per stimolare il governo e fargli capire quanto grande e numeroso sia in Italia il popolo della pace». Parlano della possibilità di infiltrazioni di violenti, il segretario del Pdci aggiunge:«Una manifestazione del genere con tanta gente e tante organizzazioni presenti sarà in grado eventualmente di isolare la presenza di delinquenti o imbecilli, ma spero proprio che non ce ne sarà bisogno».

 

 

Argomenti correlati

 

 

 

 

 

                                               Home   ||   News   ||   Archivio   ||   Multimedia   ||   Storia   ||   Contattaci   ||   Info   ||   Links