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Antonino Cuffaro eletto presidente del partito

 

Antonino cuffaro presidente del PdcIAntonino Cuffaro è stato eletto presidente del partito durante il 4° congresso nazionale.

Qui sotto una breve autobiografia:

Antonino Cuffaro è nato a Sambuca (Agrigento) nel 1932. Dalla metà degli anni '50 risiede a Trieste e poi in Friuli. Laureato in ingegneria navale e meccanica ha quattro figlie e 4 nipotine. Il padre, Domenico, è stato uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia, ha guidato il movimento dei contadini e dei minatori siciliani, è stato dirigente della Cgil nella provincia di Agrigento dove più volte viene minacciato dalla mafia.

Antonino, iscrittosi giovanissimo al Pci, tiene i suoi primi comizi nella campagna elettorale del 1948.

Trasferitosi a Trieste nel 1954 per frequentare l'Università, diviene segretario dell'UGI, una delle prime associazioni studentesche unitarie di sinistra. Cuffaro entra, da ingegnere, nei cantieri navali ma viene licenziato a seguito di uno sciopero, il Crda (la dirigenza dei cantieri) vengono condannati per comportamento antisindacale ma, mancando lo statuto dei lavoratori, non sono costretti a riassumerlo.

Dopo un'altra esperienza in una fabbrica di Brescia, dove subisce altre discriminazioni anticomuniste, Cuffaro assume una cattedra presso l'Iti "A. Volta" di Trieste, impegnandosi anche in attività professionali.

Nel 1964 entra nel consiglio comunale di Trieste dove resta fino al 1972.
Nel 1967 Cuffaro diventa segretario della federazione autonoma del Pci nonché consigliere regionale del Friuli V.G. Nel 1969 entra nel Comitato centrale del Pci dove vi resta sino al suo scioglimento. Nel '72 è segretario regionale quando si discute anche del problema dei confini con la Jugoslavia. Nel '76 segue, su incarico di Berlinguer, la ricostruzione post terremoto. Sempre nel '76 viene eletto alla Camera dei Deputati, vi resterà sino al 1987 occupando incarichi di rilievo nelle commissioni trasporti e cultura e presiede il dipartimento ricerca scientifica del Pci.

Con la fine del Pci sceglie di non entrare nel Pds ed è fra i fondatori di Rifondazione Comunista. Al primo suo congresso viene eletto presidente della Commissione nazionale di garanzia.

Nel 1993, con l'uscita di Bertinotti dal Pds, Antonino Cuffaro è candidato da numerosi esponenti del Prc alla segreteria del partito in opposizione alla candidatura di Fausto Bertinotti. Nel '94 viene eletto senatore e diviene coordinatore della segreteria nazionale.

Nel 1997 entra in contrasto con la linea di Bertinotti che va dissociandosi dal centrosinistra preparando il voto contrario al governo Prodi. Nel 1998, con Cossutta e Diliberto, partecipa alla rottura con Prc e alla fondazione del Partito dei Comunisti Italiani. Viene nominato sottosegretario alla ricerca scientifica nel governo D'Alema, incarico che manterrà anche con il successivo governo Amato durante il quale saranno notevolmente ampliate le sue deleghe. Durante l'incarico di governo Cuffaro promuove il coordinamento, la programmazione e la valutazione della ricerca scientifica nazionale contribuendo a far innalzare la percentuale di Pil destinata alla ricerca. Con lui viene varato il primo programma nazionale della ricerca e sono avviati importanti provvedimenti per la ricerca di base e industriale nonché per il reclutamento, dopo 18 anni di blocco, di numerosi ricercatori tramite concorso e il ritorno in Italia di scienziati che avevano dovuto emigrare all'estero.

È stato, prima di essere eletto presidente, segretario del comitato regionale del Pdci Friuli V. G. oltre che responsabile nazionale del dipartimento università e ricerca scientifica.

 

 

 

 

 

 

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